Monthly Archives: November 2009

Javascript effetto neve

Nei primi anni in cui cominciavo ad occuparmi di web non erano molti gli espedienti tecnici con cui stupire i visitatori.
Gli effetti DHTML erano l’unico elemento per arricchire le pagine.

In tale contesto, un classico usato da migliaia di siti era l’effetto neve nei mesi invernali.

Si trattava di script di diverse decine di KB, con un effetto certamente gradevole, ma che spesso mandavano in crash il browser a causa di un continuo sovrapporsi di livelli, uno per ogni nuovo fiocco di neve generato.

Tutt’ora girando per il web ho trovato solo di questi vecchi script, o qualche riedizione in vecchio stile sempre e comunque molto pesante.

Perché non creare qualcosa di leggero che non rallenti il caricamento della pagina, che non mandi in saturazione le risorse del browser e per quanto possibile non dia fastidio al lettore?

E’ quello che ho appena provato a fare.

Lo script è testato sulle versioni più nuove dei browser più diffusi (Explorer, Firefox, Chrome, Opera, ecc.) però non garantisco retrocompatibilità con browser vecchi di 3-4 anni, in quel caso se qualcosa non funzionasse il problema non è lo script ma il mancato aggiornamento che è ora di fare… 🙂

Se volete usate pure lo script o segnalatelo a chi ne avesse bisogno. Unica cortesia: lasciare intatta la parte che indica la fonte.

Le opzioni disponibili sono tutte ben documentate, basta modificare le variabili presenti nella parte superiore dello script.

  • Numero di fiocchi;
  • Velocità con cui si spostano;
  • Dimensione massima dei fiocchi;
  • Dimensione minima dei fiocchi;
  • Carattere che genere i fiocchi, o in alternativa immagine;
  • Colore dei fiocchi;
  • Grado di opacità;
/*    Script che genera una nevicata nella pagina web
    creato da Claudio Matarrelli
    claudio.matarrelli@gmail.com
    (C) 2009 www.matarrelli.com
    
    Utilizzabile liberamente, a patto di lasciare visibile il copyright
*/

//variabili di configurazione
var numerofiocchi = 100;
var tempo = 300; //millisecondi
dimensionemassimafiocco = 40; //px
dimensioneminimafiocco = 8; //px
caratterefiocco = "*"; /*consigliati * o punto. In alternativa può essere incerita
                              un'immagine con  un tag */
colorefiocco = "#F00";
trasparenza = 0.5;
//inizializzazione altre variabili
var indice=0;

// funzione che genera un fiocco, cioè un * in un div posizionato assolutamente
function fiocco(idfiocco){
    document.write('
'+caratterefiocco+'
') } //genera un numero di fiocchi pari a numerofiocchi impostato function generaFiocchi(){ for(indice=0;indice

Per installarlo è sufficiente caricare lo script sul vostro server e includere, in fondo alla pagina, prima del tag </body>

Sintomi H1N1 – Influenza suina

Mi chiedevo quali fossero i sintomi dell’influenza H1N1.. Se non altro perché da ieri sera sto a letto con la febbre alta e mal di gola.

Mi piacerebbe sapere se ho la fantomatica Influenza A o se è una semplice faringite.

Tutto sommato non sto proprio male, in questo momento ho 38.3 di febbre, ma riesco a stare seduto e a scrivere.

Cercando sul sito del ministero della salute ho trovato quanto segue:

I sintomi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
In particolare, l’influenza A (H1N1) viene definita un’affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38° o superiore, accompagnata da uno dei seguenti sintomi:

  • cefalea;
  • malessere generalizzato;
  • sensazione di febbre (sudorazione brividi);
  • astenia (debolezza);

e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:

  • tosse
  • mal di gola (faringodinia)
  • congestione nasale

Direi che praticamente sono gli stessi sintomi del mal di gola, ce li ho quasi tutti (cefale a parte) stavolta e ce li avevo quasi tutti nei raffreddori passati.

Mi sembra quasi impossibile distinguere tra influenza e raffreddore. Spero solo di rimettermi entro sabato 🙂

Google regala le Briciole di Pane

Le Briciole di Pane o Breadcrumbs fanno il loro esordio nelle serp di Google.

Per alcuni risultati, di siti piuttosto rilevanti, l’url della pagina viene sostituito con dei link verso le sezioni gerarchicamente superiori al risultato.

Google Briciole di Pane

Quasi scontato domandarsi come funziona l’algoritmo che genera questi link.

Sicuramente ci sono due componenti:

  • monitoraggio del traffico sul sito;
  • forza delle pagine in termini di trustrank e pagerank;

Inoltre è ipotizzabile che alcune piattaforme ben note, ad esempio quelle per i forum, agevolino il lavoro.

Cos’altro?

Sensore Sony Exmor

Exmor è il nome dell’ultima tecnologia di Sony per i sensori d’immagine CMOS.
La sua principale caratteristica è la riduzione dei disturbi, soprattutto in condizioni di bassa luminosità, grazie al sensore retroilluminato.

Il nuovo sistema inoltre implementa direttamente sul chip la conversione analogico/digitale e la riduzione del rumore in due passaggi su ogni colonna del sensore CMOS.

Onestamente mi intriga molto. Sony, dopo aver acquisito Konica-Minolta, sta dimostrando in questi ultimi anni di voler raggiungere posizioni di rilievo nel campo della fotografia digitale e questa nuova tecnologia, che molti stanno provando di copiare, è sicuramente un bel colpo.

Titoli linkati all’articolo o alla categoria?

E’ sempre più comune la pratica di linkare i titoli degli articoli presenti in anteprima nelle home di siti di informazioni, non all’articolo completo, ma alla categoria dello stesso.

Obbligando il naviagatore ad un ulteriore passaggio e ad osservare l’elenco degli articoli sullo stesso argomento.

Cosa ne pensate, in quali situazioni può tornare utile?

Novità per la ricerca di pagine recenti su Google.it

Effettuando una ricerca avanzata e impostando l’intervallo temporale delle pagine da visualizzare, si presenterà davanti a noia una nuova (in inglese già c’era) interfaccia. Un passo avanti verso l’instant search da parte di Google.

Opzioni disponibili, alcune delle quali presenti già da tempo, sono:

  • Tipo di fonte: Video, Notizie, Blog, Forum (si perché Google distingue da tempo anche i Forum, contando persino il numero di post e di autori);
  • Date di creazione (forse sarebbe meglio dire prima indicizzazione) delle pagine: Ultima ora, Ultime 24 ore, Ultima settimana, Ultimo anno, Intervallo di date (quindi è possibile scegliere un intervallo personalizzato);
  • Ordinamento per pertinenza o per data, esattamente come in Google News;
  • Tipo di visualizzazione: Standard, Ricerche correlate, Sequenza temporale;
  • Tipo di Risultati: standard, Immagini della pagina (le immagini che avevano fatto il loro debutto in Google News qualche settimana fa), Altro testo;

Senza fornire screenshot ho preferito nel testo linkare alcune pagine di esempio.

Gruppi Facebook senza amministratore

Questo gruppo non ha più amministratori! o per dirla all’inglese There are no admins left in this group!. Comincia da questa frase la caccia ai gruppi di Facebook senza amministratore.

Si, perché ormai di caccia si tratta, anzi la definirei una vera e propria guerra.

Penso di essere forse il primo al mondo a parlarne esplicitamente, ma in tanti hanno scoperto l’espediente o lo usano abitualmente.
Tutti tacciono sperando che il metodo continui a funzionare quanto più a lungo possibile, ma credo che Facebook stia per prendere provvedimenti.

Facebook per molti è un gioco, per altri è un business basato sugli utenti. Ad esempio avere dei gruppi numerosi vuol dire avere tante persone in ascolto a cui inviare messaggi pubblicitari di vario genere.
Si possono promuovere innanzitutto dei siti,  degli eventi, ma anche prodotti, servizi o semplicemente altri gruppi che si vuol far diventare ancor più numerosi.
Sempre più spesso, anziché promuovere qualcosa, si punta addirittura a vendere il gruppo su forum di discussione o siti di annunci.

Ma entriamo un po’ nella pratica di questo torbido mondo.

All’inizio i sistemi per ottenere dei gruppi con decine di migliaia di utenti si basavano soprattutto sulla creduloneria o, come indicata su alcune delle più note guide inglesi sull’argomento, sulla stupidity degli utenti.

Si creava un gruppo, si diceva che iscrivendosi al gruppo si potevano ottenere dei servizi speciali (scopri chi visita il tuo profilo, colora il tuo facebook, guarda le foto di tutti, bla bla bla…), magari ornando il tutto con una fantomatica applicazione (quasi sempre del tutto vuota) da attivare e indicando esplicitamente che per ottenere i vantaggi promessi bisognava invitare qualche decina di amici ad iscriversi ed attendere fiduciosi.
Una tecnica virale, stile catena di Sant’Antonio che nel giro di pochi giorni faceva (e fa tutt’ora) esplodere gruppi con centinaia di migliaia di iscritti.

Tuttavia l’ultima, meno faticosa, tendenza è un’altra.
Facebook di frequente individua gli utenti che fanno spam, anche grazie alle segnalazioni degli utenti, e sospende i loro account. In altri casi più rari, sono gli utenti che si cancellano spontaneamente o si rimuovono da amministratori di gruppi.
In tutte queste situazioni i gruppi creati dall’utente cancellato non vengono eliminati e permangono su Facebook.
Nella home dei gruppi compare l’annuncio Questo gruppo non ha più amministratori! e, se si è iscritti, appare anche una seconda frase: I membri avranno a breve la possibilità di diventare amministratori.
Questo significa che dopo qualche giorno comparirà il link Diventa amministratore, che con un semplice click consente di impossessarsi del gruppo con tutti i suoi utenti iscritti, belli e pronti a cui è possibile inviare messaggi i ogni genere.

Niente di più ghiotto per chi vuole proprio dei gruppi numerosi. Non a caso sono in tanti in tutto il mondo ad usare la tecnica che ha il vantaggio di essere semplice, rapida e soprattutto perfettamente legale, in quanto è un’opzione resa disponibile dai gestori.

Non è raro cercando gruppi di questo tipo notare dei nickname di fantasia che sono amministratori di numerosi gruppi, che fino a poche ore prima erano senza amministratore. Probabilmente qualcuno ha persino creato dei software che verificano la possibilità di diventare amministratore, oppure c’è chi sta lì tutto il giorno a verificare la situazione, infatti dopo pochi istanti dalla comparsa del link Diventa amministratore i gruppi risultano presi dai soliti nick.

A seconda delle necessità, una volta divenuti amministratori è possibile pure cambiare il titolo e l’argomento del gruppo, confezionandolo su misura.

Bruciando le tappe, in pochi giorni si possono raggiungere centinaia di migliaia di persone.

Per concludere vi chiederete: ma come si fa a cercare questi gruppi? La stranda più banale ed efficace è sicuramente Google, in diverse varianti a seconda della vostra fantasia.

Se condividete questa notizia su blog o forum di discussione vi invito gentilmente a riportare un link a questo articolo, che inaugura la categoria Black Hat Seo sul mio blog.