Il DOM Storage (pronuncia Dam storag), anche detto Web Storage, è l’evoluzione funzionale degli attuali cookie e c’è da scommetterci che sarà uno standard di uso comune che cambierà molte abitudini.
Attualmente in corso di standardizzazione, sta nascendo insieme all’HTML 5, ed è ad oggi supportato (solo in parte) da Internet Explorer 8, Firefox 2+ e Safari.
Gli sviluppatori possono sfruttare questa tecnologia per memorizzare dei dati, temporaneamente per una sessione o permanentemente per un dominio, sui client compatibili.
I dati sono memorizzati con una struttura ad array associativo, cioè un insieme di coppie di nomi e relativi valori.
Non è in alcun modo escluso un uso ridondante, di cookie e Web Storage.
Ecco un esempio di contatore di visualizzazioni fatto con DOM Storage (testato e funzionante su Internet Explorer 8, Firefox 3.5 e Safari 4):
<p>Hai visualizzato questa pagina <span id=”contatore”>un numero sconosciuto</span> di volte. </p>
<script>
//crea un oggetto window.localStorage
//che memorizza dati permanentemente per un dominio
var dati = window.localStorage;// se la variabile numeroVisualizzazioni non esiste la inizializza a 0
if (!dati.numeroVisualizzazioni) dati.numeroVisualizzazioni = 0;// aggiunge 1 al contatore attuale
dati.numeroVisualizzazioni = parseInt(dati.numeroVisualizzazioni) + 1;//aggiorna il contenuto dello span
document.getElementById(‘contatore’).innerHTML = dati.numeroVisualizzazioni;
</script>
Rispetto ai cookie, DOM Storage offre maggiori funzionalità e opportunità di sviluppo, vediamo quali:
Riferimenti per approfondire:
Sicuramente ci saranno problemi di sicurezza che emergeranno con il diffondersi dell’uso. Ma le potenzialità di sviluppo di applicazioni web saranno interessantissime.
Cosa ne pensate?